IL RITORNO DI MYRDDIN di Sthephen Lawhead

a cura di Silvia Ragusoni


"Grazie Sig. Lawhead. Grazie per averci donato un nuovo Merlino: un uomo, un bardo, uomo di fede. Il racconto della ásua vita, di cio' che ha fatto, delle sue lotte e dei suoi dolori mi ha tenuto incatenata al libro per molte ore mozzafiato. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, essere al suo servizio!."
In queste poche righe posso riassumere il mio rapporto con la trilogia di Stephen Lawhead, pubblicata durante tutto ál'arco del 1998 dalla Editrice Nord di Milano.
Lawhead propone la materia arturiana in una veste del tutto nuova; rielaborando in maniera molto personale i classici ásul tema, opera una ridistribuzione sia nel tempo che nello spazio delle vicende e - inoltre - una interessante áridistribuzione dei ruoli.

Breve sinopsi dell'opera
L'opera di Lawhead e' strutturata su tre volumi, ciascuno dei quali e' di volta in volta dominato da una figura di spicco, protagonista della trama.
Il primo libro, "Il Romanzo di Taliesin" e' l'introduzione e preparazione a tutte le vicende future. Taliesin e' un principe gallese che si innamorera' di Charis, una fanciulla proveniente dalla remota Atlantide rifugiatasi in Gran Bretagna per sfuggire al cataclisma che divoro' la sua terra. Taliesin e Charis saranno i genitori di Merlino, cui il padre, morendo prematuramente vittima di un'imboscata, lascera' in eredita' una splendida visione, avuta sotto l'influsso dell'awen (i.e. un sacro stato di trance) dei bardi: il Regno dell'Estate, ricettacolo di giustizia, pace e prosperita'.
Il secondo episodio, "Il Romanzo di Merlino", vede quale assoluto protagonista colui che - succedendo al padre - diventa il Gran Bardo di Britannia. La storia della sua gioventu', delle sue lotte (tra cui l'eterna guerra contro Morgian, la Regina dell'Aria e delle Tenebre, sua acerrima nemica), del dolcissimo ma breve amore con Ganieda e - infine - delle sue sofferenze si dispiega davanti ai nostri occhi. Diventato re, lascera' da parte la vita politica dedicandosi - in maniera decisiva sebbene piu' defilata - alla realizzazione del sogno di suo padre.
Da regnante si trasformera' in consigliere, bardo, druido, incantatore, ingegnere secondo le necessita'. Sara' lui a conficcare la spada imperiale nella roccia, stizzito dalle interminabili dispute dei re britanni su chi dovra' succedere a Uther nella carica di Re Supremo. Il terzo ed ultimo episodio, sebbene intitolato "Il Romanzo di Artu'", vede il nostro Merlino ancora grande protagonista quale tutore e consigliere di Artu'. Lo aiutera' nella lotta per rivendicare il trono, nelle guerre contro i Sassoni, a lui trasmettera' la visione del Regno dell'Estate e insieme con lui lo riuscira' a realizzare. Sara', pero', di breve durata: il volume si conclude con la definitiva Battaglia di Camlann. Merlino accompagnera' Artu', morente per una ferita inferta con un pugnale avvelenato, ad Avallon dando assicurazione che sarebbe presto tornato.
Il libro si chiude in quest'atmosfera di sospensione e di attesa. Lawhead si dimostra un abile narratore (soprattutto grazie alla magistrale traduzione di Alessandro Zubini), e solo nel primo volume le vicende hanno la tendenza piu' a trascinarsi che a succedersi. In effetti, il ritmo narrativo, sostenuto e brioso degli ultimi due tomi, nel primo e' mortalmente lento e sprazzi di buon umore e brio sono soprattutto legati alle vicende del clan cymry ove crescera' Taliesin. Effettivamente "Il Romanzo di Taliesin" e' un'opera preparatoria a tutto cio' che avverra' nel seguito: qui facciamo conoscenza con alcuni dei personaggi che poi ci accompagneranno per tutta la trilogia, altri ci abbandoneranno al termine di questo primo episodio o del secondo.

Tempi e Luoghi della Trilogia
Lawhead ambienta la propria opera nella Britannia che sta respirando gli ultimi aliti della presenza Romana sul proprio territorio, compiendo un lavoro di ricostruzione veramente notevole, che ha conferito a tutto l'intreccio un aspetto del tutto verosimile. Il primo riferimento temporale abbastanza preciso riguarda Magnus Maximus (Macsen Wledig), il primo personaggio al servizio del quale Merlino si porra'. Macsen fu acclamato nuovo Imperatore Romano d'Occidente dalle proprie truppe di stanza in Britannia: ci troviamo nel 383 d.C. Maximus sguarnira' la Britannia delle proprie legioni di difesa, per impegnarle nella lotta di legittimazione della propria posizione. Al povero Macsen le cose andranno malino: nel 388 l'Imperatore d'Oriente Teodosio lo sconfiggera' e si prendera' in carico il governo dell'Impero nuovamente ricongiunto sotto di lui. La presenza romana dal 388 in poi e' destinata sempre piu' a scemare, e gia' dal 396 troveremo che gran parte dell'autorita' militare comincia ad essere trasferita ai capitani Britanni.
Nel 410 una lettera dell'Imperatore Onorio svincola la Britannia dall'Impero a tutti gli effetti. La storia del nostro Merlino comincia quindi circa nel 360/365 d.C., anni nei quali si puo' ad occhio e croce piazzare la sua nascita, e si concludera', per modo di dire, nel 542 d.C. Il 542 d.C. e' stato identificato negli Annales CambriŠ quale l'anno della "Battaglia di Camlann" nella quale Artu' verra' mortalmente ferito da Medraut. In quest'anno quindi Merlino portera' con se' Artu' ad Avallon per farlo curare senza piu' tornare... A tutti gli effetti potrebbe ancora essere vivo, e cosi' pure Arthur...
Complessivamente la trilogia copre un arco di tempo di 180/200 anni: si parte da Atlantide (la cui rovina viene quindi procrastinata di molti secoli rispetto alla datazione stabilita da Platone) si arriva alla Britannia Romana e, passando per Vortigern (445 - 457) e Ambrosio Aureliano (460 - 480 ca.), si arriva ad Arthur (496 ca. - 542 d.C.). La datazione di Lawhead pero' contiene delle incongruenze: Arthur viene identificato come il legittimo figlio di Ambrosio (e non di Uther, fratello minore di questi, forse nemmeno esistito), nel libro ribattezzato Aurelio. Se cosi' fosse sarebbe dovuto nascere molto prima del 496 (data ricavata dal fatto che se Arthur aveva 46 anni all'epoca di Camlann, e Camlann si svolse nel 542... fate i vostri conti.), almeno nel 475/480, a meno che non sia stato Aurelio a vivere piu' a lungo.
E comunque stabilire date precise per un periodo cosi' confuso e' sempre stata un'ardua impresa: nemmeno storici e storiografi moderni ci sono riusciti, figurarsi i poveri monaci o storici di secoli fa, sui documenti dei quali Lawhead ha basato la trilogia! Per quanto riguarda le collocazioni geografiche Lawhead dimostra ancora una volta di avere compiuto ricerche molto accurate: una buona parte dei nomi enunciati nell'opera in lingua latina, britannica o sassone hanno riferimenti moderni molto precisi. Alcuni altri invece sono, a mio parere, nomi di localita' o fittizie o riferiti a cittadine cosi' piccole da non averne trovato menzione ne' nell'Enciclopedia Britannica (che ho setacciato via Internet per ben 10 giorni!) ne' su una mappa della Gran Bretagna odierna. Inoltre, per colmare altre lacune storiche e dare piu' ampiezza al panorama narrativo, Lawhead si e' preoccupato di tradurre in britannico alcuni nomi moderni.
Un discorso particolareggiato va fatto per due luoghi chiave: Glastonbury e Avallon che, contrariamente alla tradizione, non costituiscono un'entita' unica. Nei classici la Tor (collina) di Glastonbury era presentata come la porta verso il soprannaturale regno di Avallon; in Lawhead e' semplicemente la residenza di Avallach, il Re Pescatore: soppianta cosi' Corbenic. Il ruolo di Avallon viene attribuito all'Isola di Man che, collocata a meta' strada tra Irlanda e Britannia, ha la caratteristica di divenire invisibile perche' spesso nascosta dalle nebbie che infestano il Mare d'Irlanda. Avallach e Charis vi trasferiranno la loro residenza, seguiti da molte altre Fate, dopo che Arthur ne fa loro dono. E' quindi l'Isola di Man il luogo ove riposa Re Artu', condottovi da Myrddin per guarire dalla mortale ferita, in attesa di tornare per liberare il proprio popolo?
In mezzo a tanta accuratezza, Lawhead, pero', non si e' preoccupato di aiutare i lettori non britannici: effettivamente, a mio modesto parere, avrebbe dovuto corredare almeno uno dei tre volumi (facciamo il primo) con una cartina! Non tutti hanno voglia e tempo di giocare a "Indovina come oggi si chiama?"
Lo stesso discorso e' da applicare alla geografia atlantidea: descrizioni accurate di regni e citta', ma nessuna cartina, o un qualche riferimento della posizione di un regno rispetto ad un altro sulla base del quale potersene costruire una propria.

I personaggi e la redistribuzione dei ruoli
Oltre ad attingere ai classici personaggi della materia arturiana (Merlino, Ambrogio, Artu', Galvano, Ginevra, Bedivere, & C.) nella trilogia di Lawhead troviamo nuovi protagonisti. Va comunque sottolineato che in generale ai personaggi "usi" l'autore ha conferito nuove caratteristiche.
In un'opera che si sviluppa su tre libri i personaggi che ci vediamo passare sotto gli occhi sono veramente tanti, eppure tra questi se ne puo' isolare una manciata che basta a se' e che costituiscono la trasposizione di Lawhead dei personaggi chiave della materia arturiana.

Merlino / Myrddin Emrys
Ovviamente il personaggio di maggiore spicco e' Merlino, Myrddin Emrys in britannico, le cui caratteristiche canoniche sono state enfatizzate e rielaborate. Cominciamo dalla sua nascita: ci e' stata tramandato che il Merlino classico nacque dal connubio di una vergine con un "demone incubo", un essere soprannaturale. Il Merlino di Lawhead e' figlio di una donna proveniente da Atlantide (quindi una Fata, secondo la denominazione del libro) e di un uomo, Taliesin. C'e' un pero': Taliesin, figlio trovatello di un capo clan gallese, ha mostrato - fin dalla propria infanzia - caratteristiche in un certo senso "celesti", angeliche. Persino Charis, la sua sposa atlantidea, non fu mai in grado di dire se egli fosse veramente "umano". Abbiamo quindi che anche qui i genitori di Merlino non sono comuni mortali: gli atlantidi sono molto simili ai Noldor tolkieniani e Taliesin, aveva connotazioni angeliche.
Merlino, in Lawhead, non e' "tecnicamente" un mago: ha ricevuto un'istruzione druidica, conosce perfettamente l'arte medica (appresa presso il Popolo delle Colline), e' un bardo (condizione fondamentale per divenire druido), e' dotato di profonda saggezza e intelligenza. E' un uomo di profonda fede: crede fermamente in Dio, nella Grande Luce che guida gli uomini. La sua magia e' costituita da queste caratteristiche le quali, rendendolo terribilmente vicino ad una condizione di sovrannaturalita', si mescolano con sentimenti ed emozioni del tutto umane. Merlino sa imporre la propria presenza senza parlare e senza strepitare, legge nei cuori e li fa suoi (compresi quelli dei lettori...); i suoi incantesimi sono il frutto di profonde cognizioni e di grandi capacita' psichiche, nessun "abracadabra" o altre formule bizzarre quindi per questo essere stupefacente, destinato ad una giovinezza che puo' sembrare sempiterna.

Charis e Avallach
La Dama del Lago e il Re Pescatore, secondo Lawhead. Charis e' la madre di Merlino, una principessa in esilio dall'isola di Atlantide e figlia di Avallach. Nella materia arturiana classica, la Dama del Lago ha assunto vari aspetti: da colei che forni' la spada Excalibur ad Artu', fino ad essere l'acerrima nemica di Merlino, colei che ne causera' la rovina. Lawhead stabilisce per la propria Dama del Lago un ruolo decisamente positivo, scegliendola quale madre di Merlino, sposa dell'"angelico" Taliesin, signora compassionevole e dedita ad opere pie. Sara' lei a donare ad Arthur la spada Caliburnus, gia' spada di suo padre, e a palesargli in forma di canto la visione del Regno dell'Estate. Il padre di Charis e' Avallach, ex sovrano di un regno atlantideo. Salvatosi dal cataclisma per merito della propria figlia, Avallach e' infermo per una ferita, infertagli durante un'imboscata mentre ancora viveva ad Atlantide, all'altezza del bacino, e le uniche attivita' alle quali puo' dedicarsi sono lo studio e la pesca. Ritroviamo in lui le caratteristiche del Re Pescatore (noto anche come Re Magagnato) che, ferito all'inguine da un colpo di lancia, vedra' il proprio regno impoverirsi e isterilirsi per via della propria menomazione: e' il Re Pescatore che custodisce il Graal. In Lawhead il Graal non risiede presso Avallach, ma gli si manifesta, in quanto degno di riceverne la visione.

Morgian e Medraut
La terribile Morgana e' qui addirittura parente stretta di Merlino. E' la sorellastra minore della madre, nata dal secondo matrimonio di Avallach. Bellissima e letale si inventera' di tutto pur di fermare Myrddin e Arthur; le verra' conferito il titolo di Regina dell'Aria e delle Tenebre e ogni dove passera' resteranno i segni indelebili della sua presenza. Arrivera' molto vicina a sterminare Merlino per ben due volte; la prima sara' fermata da Pelleas, il fido castaldo di Myrddin, e la seconda costretta dai poteri dello stesso Myrddin a lasciare incompiuta la sua opera. Sara' suo figlio Medraut a decretare la fine del Regno dell'Estate ferendo letalmente Arthur. Quindi alla fine la sua opera riuscira', anche se non per mano sua. Medraut, ovverosia Mordred, e' il figlio che Morgian ha avuto da un altro suo figlio, Urien Monoth. Quindi anche Medraut e' figlio di un incesto, ma, contrariamente a Mordred, egli - per fortuna - non e' figlio di Arthur ma di un oscuro Urien Monoth, nato dall'unione di Morgian con chissa' chi. Lo spostamento e' anche dovuto al fatto che Morgian non e' - al contrario di Morgana - sorellastra di Arthur, ma - peggio ancora - la ziastra di Myrddin.

I Cavalieri della Tavola Rotonda
Non cosi' numerosi come nei classici, vengono ridotti di numero e dimensionati in maniera molto umana: sono militari navigati, persone genuine e impetuose, mica dei damerini impomatati sempre impegnati con le donzelle. Lawhead ha compiuto una grande impresa sopprimendo un personaggio che ho sempre detestato: Lancillotto. L'ha cancellato, non l'ha minimamente preso in considerazione, mentre ritroviamo altri personaggi: Galvano nei panni di Gwalcmai, Bedivere in Bedwyr, e la nota coppia di fratelli Re Ban e Bors. Altri nuovi vengono proposti alla nostra attenzione: Pelleas, il fido braccio destro di Merlino (per il quale ho nutrito un profondo "affetto"), Gwalchavad, il gemello di Gwalcmai, Llenlleawg, la personale guardia del corpo di Gwenhwyvar. Una parola va spesa su Gwalcmai e Gwalchavad: sono nipoti di Morgian, che e' la loro "nonnastra", in quanto sposo' in seconde nozze il padre di loro padre.

Arthur e Gwenhwyvar
Arthur non cambia di una virgola rispetto al solito: generoso, intelligente, di bell'aspetto... Non si puo' modificare un personaggio cosi', e Lawhead ha pensato di conferirgli solo un po' piu' di concretezza. La vera rivoluzione ha toccato Ginevra, Gwenhwyvar nella trilogia. Non abbiamo una damina leziosa e civettuola, ma una vera donna: Gwenhwyvar e' forte, indomita, e intelligente; bellissima e appassionata, si mostrera' una regina capace di badare ai suoi sudditi, dimostrandosi generosa e interessata al loro benessere! Finalmente una donna degna di un tal uomo come Arthur, che - francamente - aveva piu' bisogno di una leonessa che non di una "ameba" che finira' per cornificarlo con il suo migliore amico. Vi immaginereste la Gwenhwyvar di Lawhead a letto con Bedwyr? Noooo!

Le innovazioni e i parallelismi
Oltre a seguire il filo principale della leggenda arturiana, Lawhead intreccia ad essa richiami e riferimenti ad altre grandi leggende, note e meno note, arricchendo la propria trama e creando un grande unico corpus leggendario veramente degno di nota.

La Leggenda Arturiana e la Rovina di Atlantide
Il primo saggio di quest'opera di ricongiunzione e' l'integrazione della leggenda della Rovina di Atlantide nel corpus della vicenda arturiana. Da Atlantide, sfuggiti al cataclisma, approderanno in Gran Bretagna il nonno e la madre di Merlino. Da sempre trattate come materia separata, a causa della grande distanza temporale che le divide, con Lawhead vengono finalmente riunite le due leggende che, nel corso dei secoli, hanno maggiormente stimolato la fantasia umana. La rovina atlantidea viene, pertanto, slittata di molto in avanti, consentendo ai suoi superstiti di giungere nella Britannia che si sta scrollando di dosso gli ultimi rimasugli del dominio romano (vedi "Tempi e Luoghi della Trilogia"). Non piu' 30.000 anni prima di Cristo (stando a Platone), ma circa nel 360 d.C la Rovina di Atlantide trova la propria nuova collocazione; inoltre, il cataclisma non arriva all'improvviso a punizione della superbia degli atlantidi, ma e' un evento profetizzato, per quanto pochi abbiano voluto dare retta a tale profezia.

King Sceaf
Nel ritrovamento del piccolo Taliesin, si ritrova la traccia di un'altra leggenda, molto poco nota a noi latini: la leggenda del Re Sceaf. In breve: Sceaf fu trovato neonato su una spiaggia di Scandza, un'isola al largo della costa germanica, in una barca senza timoniere; al suo fianco era adagiato un mazzo di spighe di frumento (Old English: Sceaf > Modern English: Sheaf > Italiano: covone). La popolazione lo trasse in salvo e adotto'. Una volta cresciuto Sceaf fu un sovrano capace e giusto, che porto' al proprio popolo prosperita' e pace. Da Sceaf vengono fatti discendere i regnanti anglo-sassoni, che giungeranno in Britannia con le ondate di migrazione dalla Germania. Taliesin, come Sceaf, viene ritrovato dal proprio padre Elphin impigliato in una trappola per la pesca dei salmoni. Va notato che fino ad allora Elphin era considerato un uomo sfortunato e un po' imbranato: dal momento in cui decide di prendersi cura di Taliesin e lo adotta la sua vita cambia, e riceve una svolta a 360░. Elphin diverra' un capo rispettato e amato, un guerriero prode, laddove era sempre stato considerato un "poveraccio". Inoltre, proprio come Sceaf, Taliesin fa mostra di grandi capacita' e di intelligenza non comune, facendo dubitare una provenienza celeste.

Il Popolo delle Colline: i Behan Sidhe
Un altro richiamo di Lawhead alle tradizioni anglo-sassoni e' rappresentato dal Popolo delle Colline, i bhean sidhe in gaelico. Sidhe significa fata, folletto, e in generale il Popolo delle Colline nelle tradizioni irlandesi e britanniche rappresenta il popolo degli Elfi che proprio in colline incantate aveva la propria dimora. I Bhean Sidhe di Lawhead non sono certamente folletti, ma un popolo suddiviso in clan che di questi conserva il carattere schivo e la tendenza a restare nascosto, nonche' l'abitudine a dimorare sulle colline; a queste peculiarita' uniscono caratteristiche di ottimi combattenti e abili guaritori.

Gli Eldar del Prof. Tolkien e la Caduta di N˙menor
In Lawhead gli abitanti di Atlantide vengono ribattezzati dagli abitanti delle isole britanniche Fate, per il loro aspetto maestoso, la loro longevita' e le loro superiori capacita'. Francamente io in loro ho trovato molte caratteristiche in comune con gli Eldar creati da Tolkien, e in alcuni personaggi mi e' sembrato di riconoscere alcuni di quelli che hanno popolato i romanzi del Professore: Charis, sembrava una trasposizione di Galadriel, Myrddin un nuovo Elrond. In aggiunta, nell'arrivo delle navi dei superstiti di Atlantide sulle coste britanniche, ritroviamo molto dell'arrivo dei N˙menoreani alla Terra di Mezzo, le cui imbarcazioni furono la' sospinte dalle ondate anomale sollevatesi per la trasformazione del mondo operata da Il˙vatar. Va anche ricordato che la caduta N˙menor fu ribattezzata AtalantŰ.

La ricerca del Graal
Elemento meramente richiamato, ma mai vero protagonista, e' il Santo Graal. Esso appare in alcune occasioni, materializzandosi dal nulla sfolgorante, e manifestandosi soprattutto nella propria funzione taumaturgica. Lo ritroveremo in coda al romanzo quando, alla dipartita di Arthur (non siamo sicuri che sia morto), tutti i suoi compagni si disperderanno per intraprenderne la ricerca. Lawhead scrivera' un quarto volume imperniato sulla Santa Cerca?